Miele Artemide
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10/06/2020

La propoli, la difesa dell’alveare

Il nome dice già tutto: dal greco pro, davanti, e polis, città. La
propoli è quello che le api mettono davanti alla loro città per
proteggerla.

Che cos’è

È una miscela di sostanze resinose di colore giallo-bruno, che le api
raccolgono dalle gemme di alcune piante, dalle foglie e dalle cortecce
degli alberi. Alla resina raccolta aggiungono cera e secrezioni proprie,
e ne ricavano un materiale plastico da caldo e duro da freddo.

A che cosa serve nel nido

Le api la usano come materiale da costruzione e da manutenzione.
Sigillano le fessure e restringono l’ingresso dell’alveare, per rendere
il nido più difendibile e più facile da tenere alla temperatura giusta.
Rivestono le pareti interne e le celle prima che la regina ci deponga le
uova. E quando un intruso troppo grande per essere trasportato fuori
muore dentro l’arnia — un topo, per esempio — lo ricoprono di propoli,
isolandolo dal resto del nido.

Come si raccoglie

L’apicoltore la ottiene con apposite reti posate sopra i favi: le api le
riempiono di propoli per chiudere gli spazi, e la rete viene poi
raffreddata e piegata perché il materiale si stacchi. Da lì si ricavano
le soluzioni alcoliche e idroalcoliche.

Artemide produce propoli di propria raccolta, dagli alveari
dell’Irpinia.

Chi è allergico al polline o ai prodotti dell’alveare deve evitarla.
Per ogni indicazione d’uso fa fede l’etichetta del prodotto.

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